Nostalgia

2017-02-12-14-56-59

Oggi sono venuta a trovarti.

Non lo faccio quasi mai. Anzi, mai.

Quando vengo, è proprio per un motivo particolare.

Nella quotidianità, riesco a fare a meno di te. A fatica, sempre, ma non ti vengo a cercare.

Oggi, e le altre poche volte che sono venuta davanti alla tua foto e ai fiori, è perché ho bisogno di guardarti negli occhi e sentirti lì con me.

Oggi avrei pagato tutto l’oro del mondo per parlarti, per chiederti.

Chiederti cosa vedi, chiederti cosa pensi. Cosa pensi di me. Cosa sbaglio, cosa devo cambiare, cosa faccio bene, cosa ti piace di me e di quello che sono diventata. Cosa non ti piace. Mi sono chiesta per cosa potremmo discutere o litigare oggi, su cosa invece ci troveremmo d’accordo oggi, come sempre lo siamo state su gran parte delle cose.

Oggi avrei voluto sentir uscire da quella foto la tua voce, le tue risposte. Ne avevo bisogno come l’aria.

In fondo è passato davvero tanto tempo da quando potevo averle, le tue risposte. Da quando sapevo cosa pensavi di me. Sono quasi 16 anni. Mio Dio, una vita.

C’è una vita nel mezzo. C’è la fine dell’Università, la tesi, la Laurea, la Specializzazione, le mille esperienze di tirocinio, stage e lavoro. La fine dell’amore da ragazzini, gli anni da sola, l’incontro con Dodo. La casa con lui, la convivenza, il mutuo, il suo lavoro difficile, il matrimonio, i figli. La nuova casa, i bimbi….quasi 6 anni da genitori. Quasi 6 anni che sono mamma. Quasi 6 anni che sono dalla “tua” parte. Ma senza sapere cosa ne pensi tu. Cosa mi avresti consigliato tu. Come mi avresti aiutato tu, cosa mi avresti insegnato.

Non sarò mai solo mamma.

Sarò sempre e fino alla fine anche FIGLIA. Figlia di una mamma che migliore non poteva essere, figlia di una mamma che ha dedicato e sacrificato la sua vita, la sua felicità e il suo Bene in nome di quello della sua famiglia. Della sua famiglia intesa come noi figlie, ma anche intesa come sua mamma. A lei ha dedicato la sua vita fino alla fine, rinunciando a se stessa per Amore di sua mamma. Un amore non sano forse, ma…era sua mamma. E questo giustifica tutto.

Quanto può essere immenso l’amore per un genitore… Anche quando non c’è più e lo vai a trovare in quel posto freddo e anonimo che è il cimitero.

Quanto hai vissuto, tu, mamma, per te stessa? Quanto sei stata felice? Quanto poco sei stata egoista nella tua breve vita? Quanto sei stata capace di annullarti per noi? Forse troppo. O forse il giusto, quello che ogni mamma deve saper fare per la famiglia, per i figli, per l’equilibrio di tutti.

E io? Io come sono? Quanto sono capace di sacrificarmi per la mia, di famiglia? Quanto ti somiglio? Quanto invece sono diversa? In meglio, in peggio? Cosa mi diresti tu? Cosa penseresti di me, dei miei equilibri, del mio cercare di fare tutto bene pur nel mio continuo fallimento su tanti aspetti? Questa bilancia che a me ora sembra poco bilanciata….tu che ne pensi? Ho altre risorse in me che al momento non vedo, ma verranno fuori? Ma soprattutto….saresti oggi orgogliosa di me come lo eri 16 anni fa?

Oggi me lo chiedo e non lo so.

Oggi sarà che ho un crollo, oggi sarà che sono arrivata all’esaurimento di tutte le mie batterie (o almeno di quelle che so io), oggi sarà che mi manchi da morire, oggi sarà che ho sto maledetto “ovo sodo” che non va né su né giù….oggi che è proprio una giornata difficile, sono venuta da te, ti ho guardato negli occhi per un’ora credo, cercando di sentirti parlare, di capire quegli occhi cosa mi direbbero, cercando di sentire anche un abbraccio forte quando chiudevo gli occhi senza fiato. Forse c’eri, forse no. Forse da domani mi sveglierò con qualche risposta dentro in più, forse st’ovo sodo scenderà giù e mi darà un po’ di fiato in più e dopo un po’ capirò che la tua risposta c’è stata ed è sotto ai miei occhi.

Perchè io non smetterò mai di essere tua figlia, di cercarti come figlia, di aver bisogno della tua approvazione e del tuo abbraccio. Non ho ancora trovato il canale giusto per arrivare a te o per sentirti come vorrei, in giornate come queste. Ma forse la nostalgia in giornate come queste va solo assecondata e lasciata passare, perchè non c’è nulla di più naturale di sentirsi male quando si cerca un pezzo di cuore e si trova lo stesso, insesorabile, buco anche dopo tanti anni. Perchè quel buco mai si richiuderà, mai si cicatrizzerà completamente. E farà un male cane sempre.

Mi manchi da morire.

Non ti far aspettare troppo nei miei sogni….mi serve un tuo abbraccio.

Ciao Ma’…amore mio…

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