29 maggio

Questo 29 maggio è stato un 29 maggio strano. È stato un 29 maggio durato quasi un mese.
È iniziato il 4 maggio, quando un amico è volato in mezzo alle altre stelline del mio cielo. In maniera improvvisa, inaspettata. 

E lì sono tornata figlia, e ho provato il dolore di una perdita così grande.
Ho guardato il ragazzino che ha perso il suo bellissimo papà con gli occhi di me 15 anni fa.
Ma io almeno avevo avuto il tempo di “prepararmi”, mesi per salutarla, mesi per dirle mille volte “ti voglio bene”, per non lasciare niente in sospeso, per perderla senza dover avere rimpianti. Lui no, questo tempo non l’ha avuto. Non ha avuto questo privilegio. E così è inaccettabile. Uno strappo troppo violento, troppo cattivo. Troppo ingiusto. 

Sono tornata figlia.
Ma sono anche mamma e ora anche questa prospettiva mi ha spiazzato. Ho guardato quella mamma, che ha perso il suo compagno di una vita, il suo vero amore, nella stessa maniera troppo violenta, troppo cattiva. L’ha perso e l’ha perso per sempre. E la aspetta una vita da ricostruire e riempire anche senza di lui. Ma…..MA….è MAMMA e deve anche fare in modo che suo figlio, l’altro suo immenso amore, trovi un senso a tutto questo, non si disintegri in mille pezzetti. Lei deve tenere insieme i pezzi, le briciole di due persone distrutte. E prima ancora di sé stessa, deve fare i conti con un figlio da proteggere, da ricostruire.

Come si affronta tutto questo?

Quando hai un figlio e l’amore che provi per lui va oltre ogni confine…quando ti butteresti nel fuoco pur di evitargli certi dolori…come fai a non implodere davanti ad una cosa del genere? 

Io ho conosciuto il lutto da figlia.
Ma da mamma, da genitore….è ancora più difficile.
Da figlia, devi trovare un modo per sopravvivere tu. Ma egoisticamente pensi a te, solo a te. 

Da genitore no. Prima c’è tuo figlio. E…ed è tutta un’altra partita.

Questo 29 maggio, quindi, è stato un 29 maggio che ha portato i suoi effetti fin dal 4 maggio.
Quel dolore ogni anno si rinnova, ma ha trovato una sua collocazione.
A questi due amici spetta il compito di fare altrettanto con il loro 4 maggio.
Ce la faranno, perché sarà così. 

Ma davvero quello che dovremmo sempre, sempre, SEMPRE tenere in mente è che ogni momento di litigio o di rottura con chi amiamo è davvero un momento perso, sciupato. Ogni muso, ogni broncio, ogni abbraccio mancato è una occasione mancata. Non sappiamo quanto tempo ci è concesso, e siamo dei presuntuosi a pensare di potercela sempre prendere comoda.
La vita è così, ma è una gran fregatura. 

E in questi mesi in cui i bimbi sono particolarmente molesti, in continua sfida, in evoluzione e di conseguenza in lotta costante, mesi in cui non si fa altro che dare punizioni per far rispettare regole, si discute, si piange, si sgrida…ecco in questi mesi mi verrebbe da mandare al diavolo tutto e tutti, piantarla di fare del costante pressing per avere educazione al 100%…mollare un po’ la presa, insomma, perché tutto sto nervoso e tutta sta rigidità lo so che è per il loro bene ma…che fatica e che strazio.
Il tempo bello insieme dove va a finire? Sempre solo in rimproveri?
E la so la teoria che quello che semino oggi sarà un bellissimo raccolto domani, ma..l’OGGI dove va a finire? Perché poi devi essere coerente e costante altrimenti non conta niente, quindi guai a distrarsi o ad ammorbidirsi un po’ ogni tanto. 

Che palle. Scusate ma…che palle.

Vorrei che le lezioni che tutte queste stelle ci stanno lasciando non andassero perse.
E invece è inevitabile.
E la cosa mi da un bel po’ fastidio.

Non voglio essere un ricordo, per loro, di mamma brontolona e in continuo rimprovero.  Ma a volte penso che ad oggi, gli resterebbe questo. Sono più i miei NO che i Sì. Gli abbracci non mancano, quelli no, nemmeno i “ti voglio bene”…ma quanti sguardi di rimprovero e quanti “meno” sul loro foglietto…

Peccato.
Peccato che il tempo sia un nemico contro cui combattere sempre. Inutilmente tra l’altro, perché tanto vince sempre lui.

Peccato che la vita oggi sia così piena di complicazioni e sovrastrutture che rendono tutto così difficile.
Peccato davvero.
Ci fanno perdere il senso di tutto. Lotti per mesi per raggiungere quello che pensi sia uno status migliore e poi…e poi niente. Troppo tardi. 

Vorrei insegnarvi sempre il giusto, bimbi miei. Ma in questo preciso momento la mamma è un po’ confusa. E un giorno se leggerete questo blog magari mi capirete.
Vi auguro però di saper sempre abbracciare senza timore, coccolare senza vergogna, amare senza confine chi merita il vostro amore. Non perdete mai occasione per far sapere quanto tenete a qualcuno. Dispensate sorrisi complici e amichevoli a tutte le persone per voi importanti.
Siateci sempre per gli amici.
Siate delle brave persone.
Come quelle belle stelle che da lassù cercano di insegnarci ancora qualcosa.

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