We are family

Ho da poco finito di leggere un libro che definire “una chicca” è troppo riduttivo.
Un libro che va letto dopo che sei diventata mamma, preferibilmente.
E magari mentre stai attraversando un momento intenso…moralmente, economicamente, mentalmente.
Voglio essere come Agnese, voglio vivere nella famiglia Santamaria.
Anzi, mi correggo.
Voglio che i miei bimbi si sentano come Al e Vittoria, che percepiscano quella felicità diffusa e costante, che crescano nell’assoluta fiducia verso i propri genitori, nella consapevolezza che va tutto bene anche quando non è proprio così, perché in fondo quello che conta è essere insieme, essere uniti, essere una famiglia.
Quante pugnalate, le frasi dette da Al in certi momenti.
Il punto di vista di un bimbo, che ti schiaffa dritto nel cuore la SUA prospettiva, che, a differenza della tua, dà importanza a cose che a te sfuggono da troppo tempo ormai.
L’ingenuità, la semplicità, la purezza, l’immediatezza delle sue idee, dei suoi pensieri.
E tu che, invece, non dormi la notte pensando alle cose da fare, ai conti da far tornare, ai lavori nella casa…per carità tutte cose importanti, serie.
Ma poi pensi che a LORO, della casa nuova, in realtà non gliene frega proprio niente, se non per il divertimento di giocare in cantiere ogni tanto.
E tu gli stai togliendo tempo, energie, sorrisi, pazienza..per una cosa che a loro non importa nulla.

A loro importi TU.
La serenità che percepiscono da te, i tuoi sorrisi, la tua pazienza, la tua gioia.
Non gli estratti conto, non i preventivi per l’intonaco, non le tensioni che accumuli su tutti i fronti.

Lo so che quello che stiamo facendo, lo facciamo anche per loro.

Ma oggi, nell’immediatezza dell’8 agosto 2013…ho capito che niente merita di sottrarre un sorriso della mamma e del babbo a due bimbi di 2 anni.
Niente gli deve far mancare un abbraccio, una carezza, una giornata di giochi nella piscinetta. Niente merita di fargli percepire papà e mamma arrabbiati, tesi, preoccupati.
Loro meritano la tranquillità, la spensieratezza.
Gli scherzi alla mamma che sa prenderli a ridere anziché arrabbiarsi o spazientirsi.
Il ciambellone, la torta salata, le macchinine per giocare, le capriole che gli fa fare il babbo.
Un bacio tenero la sera prima di addormentarsi, uno la mattina appena svegli.
E poi altri mille durante il giorno. Uno su ogni “bua”, insieme ad una carezza e ad un abbraccio.

Mamma e papà sono sempre con voi. Questo dovete sapere meglio di qualsiasi altra cosa al mondo, cuccioli miei….

“Cosa ci manca a noi? – chiede Mario Elvis a me e a Vittoria.
Niente! – rispondiamo
Papà lo dice sempre: quando hai una famiglia come la famiglia Santamaria hai tutto. Dice anche che per la famiglia Santamaria niente è impossibile. E che se rimaniamo uniti siamo forti come i guerrieri spartani. Dice un sacco di cose felici mio padre.
Fuori c’è il sole. Vittoria mi accarezza i capelli. Mario Elvis e zio Armando cantano La spada nel cuore, dalla cucina arriva l’odore del ciambellone al cioccolato.
Sono il bambino più fortunato del mondo….”

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