Chissà perché…

Chissà perché ultimamente ho questa fame insaziabile di libri.
Che un po’, a dire il vero, è sempre stata una mia caratteristica.
Ma in queste settimane è fortissima.

E chissà perché in questa fase di trance letteraria le trame che prediligo sono quelle di storie di dolore, storie tristi, di perdite, di lutti, di pianti.
Non lo so. Me lo sto chiedendo sul serio.
L’ho notato solo mezz’ora fa.

Figli che perdono le madri.
Padri di figli autistici.

Beh, a dire il vero, in attesa del loro turno, ci sono anche biografie di tennisti, libri di filastrocche per bambini, romanzi ironici e commedie.

Quindi forse è solo un caso che queste letture tristi si siano accumulate proprio ora….
Si, si, dev’essere così …

Sarà però forse anche un pochino (ma davvero solo un pochino) per quella bella funzione catartica che studiavo al liceo nelle tragedie greche…che, porca miseria, ora ho ben capito come funziona! E cavolo se avevano ragione, quei greci!!!

In questi giorni sento quell’ “ovo sodo, che non va né su né giù“.
A volte capita. Non è che ci sia un motivo ben preciso.
È magari un insieme di cose: la stanchezza accumulata, i pensieri, le fatiche, le corse.
E quando c’è l’ovo sodo inevitabilmente sale la nostalgia di quel passato sereno in cui ancora non mi mancava metà del cuore. Perché se dicevo “mamma”, vedevo arrivare un sorriso (quel sorriso), un profumo (quel profumo), un abbraccio (e che abbraccio). E il mondo poteva anche fermarsi lì.
Ora l’ovo sodo ci mette un po’ più di tempo ad andare giù, perché quel sorriso, quel profumo e quell’abbraccio sono da cercare nella memoria. Non basta più chiamarli.

E forse è proprio qui che subentra la funzione terapeutica dei libri.

Non c’è niente che liberi di più di una lettura mirata e ad hoc. Niente. Se non, forse, la scrittura.

E non c’è niente di più soddisfacente, per una mamma malata di libri come me, che ammirare come i propri bimbi, messi davanti ad una tv con un cartone animato o davanti ad un libro da sfogliare e toccare, preferiscano immancabilmente il libro.
O vederli che si abbandonano, rilassandosi pian piano, abbracciando sempre più stretti i loro pupazzetti e respirando sempre più pesantemente, mentre io gli leggo la favola della buona notte.

E chissà perché poi, la loro favola preferita, sembra essere Bambi….

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