A M I C I

Metti una domenica di agosto.
In città ci sono 40 gradi. Un’afa irrespirabile.
Metti però dei fantastici amici con una casa in collina, che ti invitano su da loro, insieme ad altri fantastici amici.
Tutti con prole (e CHE prole!).

Metti che poi, mentre i vari figli dormono beati nel fresco (si fa per dire) della collina, fra gli amici si conversi, del più e del meno, partendo dalla lettura di un Topolino e finendo alle condizioni lavorative più o meno sessiste d’Italia e d’Europa.
E mentre con un orecchio li ascolti e cerchi di partecipare alla conversazione, dentro di te ti stai facendo un bellissimo viaggio indietro negli anni. Ripensando a come li hai conosciuti, a quanti anni sono passati, a quanto sono cambiate le vostre vite, mentre le facce sembrano rimaste uguali. Certo, più vissute, più stanche…ma stessi sorrisi, stessi accenti, stessi modi di dire e di fare.
Fai i conti, sempre dentro di te, di quanto tempo fa e’ stato, che li hai conosciuti. E ti stupisci, quando realizzi che di anni ne sono passati più di quel che diresti.
Quasi 20, cavolo. 17 per la precisione.
Nel mezzo mille cose, mille risate, mille emozioni, mille avventure, fra viaggi all’estero, matrimoni, funerali, figli, gite, uscite, bravate. Sempre Amici, nonostante i chilometri che ci hanno sempre distanziato. Sempre vicini, anche se lontani. Sempre questo senso di appartenenza, di condivisione, di unione, di complicità, nonostante ci si vedesse forse 3 volte all’anno.
Prima compagni di università, ora genitori.
Bello vedere come siamo evoluti, dallo status di giovani ventenni più o meno scapestrati, a trentacinquenni (circa) responsabili, collocati nel mondo del lavoro in posizioni più o meno di rilievo, con idee chiare e principi solidi nella testa.
C’è chi sta investendo tempo, energie e sogni in un progetto enorme di co-housing (e mi inchino davanti alla costanza, alla tenacia e alla forza di volontà di mamma Pitton, che ci crede talmente tanto da cavarsi il sonno la notte per inseguire il suo sogno…certo, con accanto il sostegno, l’appoggio e l’incoraggiamento di papà Pitton, che ci crede altrettanto e che però mantiene il ruolo più “marginale” ma fondamentale di chi “contiene”, di chi partecipa sostenendo l’attore principale per potergli dare modo e spazio di dedicarsi al suo progetto)…c’è chi ha appena fatto un bel balzo di carriera e perde il sonno per altri motivi, per altri pensieri, ma ugualmente sostenuto, appoggiato ed incoraggiato dalla sua meravigliosa moglie, che stempera con dei disarmanti sorrisi le preoccupazioni del marito-neomanager.

Tutti e 4 circondati da figli, tanto desiderati, tanto amati, tanto sognati. Tutti e 4 che in un modo o nell’altro, lavorano per regalare ai propri figli un futuro sereno, felice, spensierato il più possibile.
Tutti e 4 diversi, ma tutti e 4 così uguali davanti ai propri bimbi…con gli stessi desideri per loro, gli stessi obiettivi, gli stessi progetti, seppur nascosti dietro strade e percorsi così differenti.

Mentre la conversazione prosegue, pensi a QUESTO, e ti auguri che i tuoi figli possano crescere come voi genitori: uniti anche se distanti, legati anche se lontani. Con quel senso di Amicizia che va oltre a tutto, oltre ai chilometri, oltre alle telefonate, oltre agli sms. Quell’Amicizia che senti dentro prepotente, quel senso di vicinanza che ti trema dentro al cuore quando li rivedi, quando li abbracci per salutarli, quando ti siedi a tavola a mangiare con loro, quando alzi i bicchieri per fare il brindisi. Quello che ti riempie gli occhi di gioia al piacere di vederli. Quello che va ben oltre a quelle pseudo-stupide-amicizie che se non ci si sente di continuo si comincia ad essere rimproverati perchè “sei sparito, non mi cerchi mai”….Odio queste cose. Perchè non è QUANTO ci si sente che mi rende tuo Amico. Ma QUELLO che si sente quando si pensa all’altro o lo si incontra dopo tanto tempo.

Pensi anche a quanto sei fortunata, perchè di Amici come questi ne hai davvero tanti accanto. E non è da tutti. Ci sono persone che si sono veramente fatte in 4 per darci una mano, per aiutarci in momenti di difficoltà. A differenza dei parenti. Dei quali posso dire tutto, tranne che si sono fatti in 4 per noi.

Abbiamo Amici che sembrano davvero Doni del Cielo. Amici che amano i nostri bimbi come se fossero i loro.
Mi auguro per i miei bimbi che abbiano la fortuna di incontrare persone come queste, nelle loro vite. Che sappiano costruire rapporti sinceri, profondi, onesti. Che sappiano attribuire alla parola Amicizia il giusto significato e che la sappiano rispettare come merita.
Mi auguro di essere un esempio in questo senso per loro. Mi auguro che osservando noi ed i nostri Amici apprendano il senso di quei rapporti, di quei principi.
E poi mi auguro (questa volta per me stessa) di non perdere mai questi Amici, di continuare ad incontrarci a ferragosto a Monghidoro e durante l’anno a Modena o da qualche altra parte, per continuare a sentire quella gioia nel cuore e per continuare a far conoscere ai nostri bimbi il vero senso della parola Amico…

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