Evoluzioni

L’altra sera, una delle poche sere ormai in cui io e mio marito ceniamo insieme, ci siamo guardati e ho realizzato all’improvviso una cosa….

9 mesi fa (e fino a 6 mesi fa) le nostre cene si svolgevano appoggiati a 2 sgabelli (ovvero praticamente in piedi) con i bimbi dentro al marsupio. Gli coprivamo le zucchine con 2 tovaglioli in modo da non ustionarli o sporcarli (ma non sempre funzionavano! Oddio, ustionarli non li abbiamo mai ustionati…ma sporcati, più di una volta!) e ci ingozzavamo alla velocità della luce, fra un lamento, un pianto e un sonnellino. Era l’unico modo per cercare di ingoiare qualcosa. Mio marito era anche capace di prepararla, la cena, in quel modo. Non so come.

I nostri 2 fardelli saldamente appioppati al nostro petto e gnam gnam. Una fatica bestiale. Anche perchè i nostri bimbi non sono mai stati particolarmente snelli o piccoli.

L’altra sera abbiamo  improvvisamente realizzato che stavamo cenando, comodamente seduti a tavola, mangiando una cena degna finalmente di questo nome e con i bimbi tranquilli per i fatti loro. Una sera sono nei seggioloni che ci guardano, giocano e assaggiano i nostri piatti; una sera fanno le corse su e giù per casa nei loro girelli (azzanno alla giugulare il primo che si azzarda a dirmi che i girelli “non vanno bene”. Lo so, lo so e lo so. Ma è questione di sopravvivenza. Cercate di capirmi…), addentando videocassette, tirando giù i panni dallo stendino o inseguendo i cani (che un po’ fanno finta di scappare e un po’ gli vanno incontro per sleccazzarseli tutti).

Ci siamo guardati…e poi abbracciati. Fieri dei nostri bimbi, fieri dei nostri “sacrifici”, fieri di noi e della “squadra fortissimi” che siamo. In quell’abbraccio ci siamo detti tutto, ci siamo dati tutto. Ci siamo rilassati, capiti, avvicinati. Ci siamo detti, nel silenzio di quell’abbraccio, che le cose evolvono, che i bimbi crescono, che le situazioni migliorano, che la strada fatta fino ad oggi è stata d’un faticoso che mai, ma che oggi siamo dove siamo e con 2 splendidi bimbi che gironzolano per casa sorridenti e felici. Ci siamo detti “wow, riusciamo a cenare seduti a tavola con i nostri bimbi”, ci siamo detti “wow, ora iniziamo ad essere una “vera famiglia”, ora inizia la vera interazione con loro, la vera strada dell’educazione, del divertimento, della condivisione, dello scambio.” Ci siamo detti “wow, come siamo stati bravi. Quanti pianti, quante sfuriate, quante frustrazioni, quanta stanchezza….ma guarda ora, guardali ora nei loro girelli, guardali ora che si parlano e ridono fra di loro, guardaci ora seduti a tavola a mangiare…”

1 anno fa, in questi giorni, iniziavo insieme ad una delle mie migliori amiche, il corso pre-parto. Io e la mia super-pancia a fare “ginnastica” insieme ad altre pance. Ripenso a quei giorni e provo nostalgia, perchè quel momento della mia vita è stato talmente bello, talmente emozionante, talmente speciale che mi mancherà sempre. Certo l’ultimo mese è stato duro, con i miei 25 kili di pancia da trasportare e il caldo afoso di maggio/giugno 2011. Ma la gravidanza, la gioia di quei due esserini che mi nuotavano dentro, la bellissima sensazione di vederli muovere e scalciare…è qualcosa che non si può “dire”, si può solo vivere.

1 anno fa facevo ecografie e cercavamo di capire se quei 2 rospetti volevano nascere da soli o aiutati da un bel taglio cesareo. 1 anno fa contavo il passare dei giorni esultando perchè ogni giorno in più che loro resistevano dentro la mia panzona era prezioso, preziosissimo.

Poi 10 mesi fa, poco più, Tommy ha deciso che con un giorno d’anticipo voleva farsi conoscere. Ha deciso che visto che tutti li aspettavano per il 21 giugno, lui li voleva fregare tutti. E con un’abile picconata, la mattina del 20, ha rotto le acque e si è fatto tirare fuori dalla sua “casetta”. Alla faccia di tutti.

Quasi 9 mesi prima, in un giorno NON a caso, un test di gravidanza segnava 2 lineette, quanto mai inaspettate, vista la serie di “sfighe” che ci avevano accompagnato fino ad allora nella nostra ricerca di un figlio. Qualche giorno dopo, al ritiro delle beta, qualcuno (tipo io e mio marito) ha rischiato un infarto vedendo il numerone che c’era scritto. E la paura che fossero più di uno ha iniziato ad aleggiare nelle nostre teste. Poi però qualche settimana dopo, alla prima ecografia, si era visto un solo puntino, un solo cuoricino, una sola cameretta. “Ok, è uno solo…(sospiro di sollievo)”…Ma esattamente 3 giorni dopo, durante una non programmata ecografia al Pronto Soccorso….Cucù! Ci sono anch’io! “Ragazzi, lo sapete vero che sono 2?”…Come scusi???

Non sto a spiegare quante strane coincidenze ci siano state in tutta questa vicenda. Sono troppe…e sono anche “mie”. Ma se penso a tutto questo, non posso che spiegarmelo come un Destino voluto da “qualcuno”, come un regalo mandato da “qualcuno”. Perchè è tutto talmente incredibile che non c’è altra spiegazione. Se penso a quante cose potevano andare diversamente e invece si sono infilate tutte meravigliosamente per il verso giusto….Se penso a quanta fortuna abbiamo avuto nel nostro percorso, e a quante probabilità avevamo che andasse tutto bene….non posso far altro che convincermi che tutto questo non sia affatto stato “un caso”.  Ma il mio grazie a quel “qualcuno” l’ho già detto ieri….

10 mesi fa avevo i capelli tagliati praticamente a zero, che stavano costantemente dritti come il ciuffo di un upupa, e di un improbabile colore (prima biondi platino, poi neri, passando da un meraviglioso verdino), per “ottimizzare i tempi”: li lavi ma non devi perdere tempo ad asciugarli; in più, con la tinta, ti puoi organizzare in casa, mente le meches richiedono ore e ore di parrucchiera.

10 mesi fa, se guardo le foto oggi, ero davvero un mostro!

10 mesi fa, quasi tutti i giorni mettevo su il cd di Jovanotti e lo facevo “ascoltare” ai bambini. Tutti dicevano che la musica loro la sentivano, l’avrebbero memorizzata e col tempo l’avrebbero riconosciuta. Gli ho cantato fino allo sfinimento che “il più grande spettacolo dopo il big bang” eravamo noi. Per incoraggiarmi, forse, mi cantavo di continuo quella canzone. Oltre al fatto che è bellissima. E’ stato bello, nel corso dei mesi, vedere che quando la canticchiavo soprappensiero, i bimbi si bloccavano, mi guardavano e sorridevano. E’ bellissimo ora vedere che quella canzone, quel ritornello, è in grado di farli smettere di piangere o di fare i capricci, per regalarmi dei bellissimi sorrisoni e iniziare a “ballare” muovendo con entusiasmo le braccia e le manine.

E’ bello, a distanza di tempo, ripetere le parole di quella canzone, guardando il punto in cui ci troviamo ora, e sentirle ancora di più “nostre”…

Il più grande spettacolo dopo il big bang
Il più grande spettacolo dopo il big bang
Il più grande spettacolo dopo il big bang siamo noi…io e te!

Io e te…
che ci abbracciamo forte,
io e te, io e te…
che ci sbattiamo porte,
io e te, io e te…
che andiamo contro vento,
io e te, io e te…
che stiamo in movimento,
io e te, io e te…
che abbiamo fatto un sogno
che volavamo insieme,
che abbiamo fatto tutto
e tutto c’è da fare,
che siamo ancora in piedi
in mezzo a questa strada,
io e te, io e te, io e te!
[…]

Il più grande spettacolo dopo il big bang
Il più grande spettacolo dopo il big bang
Il più grande spettacolo dopo il big bang siamo noi…io e te!

che abbiamo fatto a pugni,
io e te, io e te…
fino a volersi bene,
io e te, io e te…
che andiamo alla deriva,
io e te, io e te…
nella corrente….io e te!
Che attraversiamo il fuoco
con un ghiacciolo in mano,
che siamo due puntini
ma visti da lontano,
che ci aspettiamo il meglio
come ogni primavera,
io e te, io e te, io e te! “

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